Nissan Micra, e la citycar diventa smart.

Di solito quando si pensa all’hi-tech in auto la mente va subito alle grandi berline di lusso. E’ una questione di abitudine.

#Nissan prova a fare la differenza inserendo un concentrato di tecnologia all’interno della nuova Micra. Leggere di videocamere, sensori e radar guidati e coordinati da tecnologia smart a bordo di un’auto tanto compatta mi ha stupito. Su #NissanMICRA trova posto un sistema di frenata intelligente, un sistema di prevenzione cambio di corsia involontario, il riconoscimento automatico dei segnali stradali e molto altro. Guidare (e parcheggiare) diventa sicuro e divertente.

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L’Apple CarPlay per l’infotainment è direttamente integrato nel comodo display touch da 7″ che spicca al centro della console. Chiamate, Messaggi, Navigazione e musica (qualità audio garantita da BOSE) senza la distrazione dello smartphone per una guida più sicura.

Adesso voglio proprio vedere tanta tecnologia all’azione. Il test drive si può prenotare direttamente online senza passare dal via.

Aspetto di guidarla!

Buzzoole

Webreq: gestione email sicura

webreq

Troppe mail, troppe password da ricordare e condividere, troppe impostazioni da configurare sui client. Spesso il livello di sicurezza crolla drasticamente non tanto per le tecnologie coinvolte ma per la routine che rende noiose e banali le operazioni di accesso.

WebReq è un prodotto di Microsistemi Informatica srl che permette di centralizzare la gestione email e condividere le caselle di posta con uno o più team. L’ho provato con un particolare occhio di riguardo sul fronte sicurezza per capirne le potenzialità.

In realtà il test inizia male: l’ostacolo più scoraggiante si presenta proprio allo start. Collegare un account Gmail è più problematico del dovuto, la procedura risulta macchinosa e complessa. Gli altri account che ho registrato sono semplici caselle IMAP/SMTP e in questo caso la cosa diventa rapida, basta compilare correttamente qualche campo di un modulo indicando le credenziali d’accesso e qualche altra specifica tecnica. Il modulo per il link delle caselle però ha un difetto non trascurabile: la porta di comunicazione può essere scelta da un elenco di voci prestabilite ma non è possibile impostarla manualmente, questo significa che non ho potuto collegare al servizio la casella che gira con un servizio postfix su porte non convenzionali.

Per chi ha già le mail sincronizzate su Thunderbird il processo è semplificato grazie ad un Plugin sviluppato da WebReq per semplificare l’import/export delle impostazioni. Con Google Mail comunque le rogne legate alla doppia autenticazione permangono.

C’è la possibilità di gestire caselle di Posta Elettronica Certificata (PEC) con lo stesso sistema, plugin incluso. Questa funzionalità non ho avuto modo di testarla a fondo quindi se qualche lettore avrà nuove in merito sarò felice di aggiornare l’articolo.

A configurazioni ultimate inizia il bello. Creare un Team e condividere le caselle è questione di qualche minuto. Chi riceve l’accesso alla caselle NON CONOSCE le credenziali di accesso alla mail ma solo quelle del proprio account WebReq, e questo è un grosso vantaggio in termini di sicurezza. L’amministratore sarà in grado di gestire l’accesso alle caselle senza diffondere password sensibili e potrà revocare completamente l’accesso a un membro del team in qualsiasi momento.

Le password sono salvate su un server remoto consistente (farm tedesca di Amazon AWS) e questo significa che è necessaria qualche accortezza per lavorare in sicurezza. Con le impostazioni di default le credenziali sono cripatate con una chiave che risiede nello stesso server, in altre parole in caso di hack potete dire bye bye alla vostra privacy. Per ovviare al problema WebReq permette di impostare un PIN per che funge da chiave per la decriptazione. Questo codice segreto non viene conservato in remoto irrobustendo notevolmente la sicurezza del sistema. Consiglio caldamente di attivare questa funzionalità non appena inizierete ad utilizzare il servizio.

WebReq è gratuito nella versione base ma espandibile con moduli avanzati e storage aggiuntivo pagando quote variabili comunque non esose. Provalo registrandoti subito sul sito.

 

Buzzoole

Layout 2017 – qualcosa di nuovo per promezio

Promezio si rifà il trucco. Qualche “orpello grafico” in più e qualche mb in più (i tempi di caricamento restano comunque ottimi) per avere articoli più leggibili e un’usabilità superiore da qualsiasi device.

Il nuovo layout promezio

Questo é il nuovo layout di :#/ promezio, é ancora in corso d’opera quindi nei prossimi giorni vedrete piccole novità ma la sostanza oramai é definita. Bianco, tanto bianco con un tocco di grigio e rosso tendendo ad azzerare il nero assoluto. La scelta dei colori oltre che ai gusti é da attribuire all’idea di minimalismo che accomuna i miei progetti.

Le animazioni CSS sono lineari e quanto più semplici possibile per non appesantire il codice e l’esperienza d’uso. Gli elementi di navigazione principale sono in alto mentre le barre laterali contengono elementi secondari che facilitano lo scorrimento degli articoli e la ricerca dei contenuti.

Per i font ho cercato di massimizzare la leggibilità. Non so se ho centrato l’obiettivo o c’é qualcosa da migliorare, ho sott’occhio diversi altri caratteri e sto provando varie dimensioni. Accetto proposte migliorative, questo é il momento giusto per le critiche.

Diversi fix sono già in timeline. Ci saranno refusi oltre che bug, soprattutto da mobile quindi se ne riscontrate potete darmi una mano segnalandoli a info@promezio.it indicando sia il S.O. in uso che il device specifico. Il tema di base é scritto bene (da SmartPixol), ho apportato qualche alleggerimento e qualche miglioria per adattarlo ai miei contenuti.

Diverse ottimizzazioni per i motori di ricerca e per i social network rendono i link più facili da trovare e da condividere. L’obiettivo non é diventare mainstream ma migliorare la qualità dei contenuti e l’accessibilità degli stessi. Questo sito aveva bisogno da tempo di questo genere di interventi rimandati per mancanza di tempo.

Pagare con lo smartphone diventa semplice

VodafonePay

Il mio quotidiano è sempre più smartphone centrico e il tuo? Una delle cose in cui nel bel paese siamo parecchio indietro è il pagamento via mobile: ancora si fa molta fatica a completare le microtransazioni anche con una semplice carta, figurarsi un pagamento tramite smartphone.

Vodafone prova a cambiare le cose con un nuovo servizio: Vodafone Pay.
Grazie alla SIM NFC con Vodafone Pay è possibile pagare in modo semplice, pratico e sicuro: basterà scaricare l’app Vodafone Wallet, collegare una MasterCard e avvicinare lo smartphone al POS: semplice vero?

Da Vodafone Wallet è anche possibile monitorare tutte le transazioni. Non serve un POS particolare, basta il classico device NFC che è già presente nella maggior parte degli esercizi commerciali dove acquistiamo.

Parlando di sicurezza invece c’è da dire che le informazioni sensibili non sono salvate nel dispositivo ma direttamente sulla SIM, per renderli quanto più inaccessibili possibile. In caso di perdita/smarrimento della scheda il servizio può essere disabilitato immediatamente chiamando un numero verde e la cosa interessante è che non verranno bloccate le carte fisiche ma solo il servizio Vodafone Pay.

Verso il futuro ci si va un passo alla volta!

#easypay #easylife #VodafonePay
Buzzoole

Al TEDxSSC 2016 con GLOBSIT

tedxssc

Tanta pioggia e parecchio freddo a far da cornice ad un TEDx splendidamente organizzato da @NasoLuca e dal suo team alla Scuola Superiore di Catania. Un’esempio di eccellenze tutte siciliane che dimostrano cosa significa davvero innovare per “migliorare” e non soltanto “cambiare” il mondo.

Non voglio fare un riepilogo di tutti gli interventi anche perché riuscire ad essere esaustivi è un’impresa impossibile vista la mole di idee e spunti che l’evento è riuscito a fornire. Comunque ci sono state alcune cose che ho apprezzato più di altre e voglio condividerne tre in particolare

 

#machinelearning
Considerando i progetti ai quali lavoro al momento non potevo non citare per primo l’intervento sulle implicazioni etiche nel #machinelearning. Con il le macchine scelgono e apprendono in un modo che non comprendiamo e controlliamo a pieno. Questo tipo di intelligenza artificiale può fallire in modi che non possiamo prevedere e quindi non possiamo e non dobbiamo affidargli le nostre responsabilità morali.

E se dovesse essere un’algoritmo a decidere chi assumere e chi no? Le macchine possono conoscerci a fondo, catalogando le persone secondo parametri non umani, una catalogazione  crudele. Siamo sicuri di volere un mondo dove una persona valutata da un algoritmo come “a rischio depressione” non venga assunta da nessuna azienda?

E se dovesse essere un’algoritmo a decidere chi muore o chi vive? E’ questo il dilemma etico nell’applicazione del #machinelearning alle armi automatiche sempre più utilizzate anche in scenari con un alta densità di civili. E non è il solo campo applicativo problematico, anche l’algoritmo che controlla un veicolo automatizzato potrebbe trovarsi a decidere se salvare il conducente o investire il pedone. Chi stabilisce cosa dovrà fare?

 

#wikimafia
Mi vergognavo ad essere antimafioso solo una volta l’anno, ogni 23 Maggio. Inizia così l’intervento di @PierpaoloFarina: scrittore, sociologo e fondatore tra le altre di @WikiMafia. Un’altro intervento denso di coraggio, coerenza,  idee e spunti pratici.

Cosa può fare ogni uno di noi per combattere le mafie? Un ragazzino di 17 in 3 mesi ha realizzato la più grande voce al mondo su Maxiprocesso di Palermo. E’ la conoscenza l’arma principale che abbiamo, per fare la differenza basterà fare il proprio dovere e vivere la propria vita alla luce di questa conoscenza.

Ho avuto il piacere di scambiare qualche parola con Pierpaolo subito dopo il suo intervento ed è stato bello vedere che il suo impegno va molto oltre il semplice speak e la sua determinazione traspare da ogni parola e gesto. Chi lotta non può arrendersi se conosce quello che sta lottando e Pierpaolo è riuscito a coinvolgerci nella sua battaglia; anzi, nella nostra battaglia.

 

#bufale
Il 35% degli italiani si informa su facebook e tu . . . pensi prima di cliccare sul tasto condividi? Un viaggio nel mondo delle bufale e dell’informazione farlocca che chiude alla grande il #TEDxSSC. Daniele Virgillito con un’oratoria eccellente ci fa da guida in una giungla sterminata fatta di bufale davvero difficili da distinguere dalla verità.

La responsabilità di verificare le fonti prima di “condividere” è di tutti ma grava soprattutto su chi ha fatto dell’informazione il proprio mestiere. Se a cadere nella trappola delle bufale è anche il giornalista si crea uno scenario nel quale diventa impossibile identificare la realtà, una situazione nella quale gli animi si scaldano per qualcosa che non è mai successo e le opinioni si formano basandosi sul nulla.

 

 

Difficile trovare altrove tanta forza innovatrice e tanta ispirazione . . . il TEDxSSC è promosso quindi speriamo di rivederci alla prossima!

Eventi tastiera in JavaScript

Restare in ascolto degli eventi relativi alla tastiera in JavaScript significa semplicemente registrare tre EventListener correlati alla porzione del documento entro la quale vogliamo che la rilevazione abbia luogo.

I tre eventi che ci interessano sono i seguenti:

  • keyup
  • keydown
  • keypress

 

Nel codice d’esempio che vedi sotto c’è una breve introduzione che indica qual’è lo scopo di ogni evento specifico.

 

See the Pen Keys event in JavaScript by Gioele Fierro (@gioeleslfierro) on CodePen.

Nell’esempio ascoltiamo gli eventi tastiera quando il focus è sull’intero documento. Possiamo fare la stessa cosa restringendo il campo d’azione dell’EventListener ad un contenitore specifico (ad esempio un div) o anche ad un singolo elemento.

LIVE CODE

AJAX xml parsing

 

jQuery: bind textarea events

LIVE DEMO

Back to Mac

Ventiquattro mesi senza Mac. Sono passati due anni da quando ho venduto il caro MacBook Air da 13″ e il Mac Mini per passare alla concorrenza: notebook + ultrabook in dual boot Windows/Debian, macchine di fascia alta a marchio HP e Lenovo. Purtroppo questi due portatili sono stati solo i primi di una lunga serie, alla ricerca di performance adeguate e affidabilità nel corso dei mesi mi sono ritrovato a vendere e comprare nuovi dispositivi continuamente.

La lista comprende  altri Lenovo (serie ThinkPad e Yoga), un Asus, un Surface PRO e diversi altri HP (serie EliteBook ed Envy). In nessuno sono riuscito a trovare quello che cercavo, ho perso molto tempo dietro a servizi di assistenza scadenti (una delle macchine è rimasta ferma 2 mesi per un guasto) e facendo due calcoli mi sono ritrovato a spendere almeno il doppio senza nessuna soddisfazione.

Parlando della UX devo dire che Microsoft ha fatto davvero bene, con Windows 10 mi sono trovato subito a mio agio e il sistema nel complesso è ben strutturato (gestione aggiornamenti a parte). Quello che non va assolutamente bene è la gestione delle risorse Hardware, con componenti che scaldano all’inverosimile anche su task “normali” mandando in protezione il sistema, lag immotivati anche per operazioni molto comuni, blocchi completi durante operazioni che richiedono un uso intensivo e prolungato della CPU.  Oltre a questo il ricevitore WiFi degli HP  si è dimostrato davvero scadente, il sistema audio dello Yoga era terribile sia per qualità sia per volume, la resa cromatica e la luminosità di molti schermi non era assolutamente adeguata . . . un disastro su tutti i fronti insomma. E non parliamo della gestione di interfacce MIDI multiple o della latenza audio in fase di registrazione, insomma passa la voglia di fare musica anche a chi come me non lo fa a livello professionale.

OK e quindi?
Nulla, ritorno sui miei passi, ritorno ad un Mac. Oggi ho ordinato i due giocattoli nuovi che arriveranno a breve. L’accoppiata vincente per le mie esigenze è notebook + ultrabook quindi ho optato per un MacBook Pro customizzato da 15″ e un MacBook 12″ (per la cronaca l’ho scelto gold).

 

Ero indeciso su cosa fare, in verità avevo messo gli occhi anche sul ThinkPad X1 Yoga e sull’ XPS da 13 di Dell ma visti i costi non sono riuscito a dare ancora una volta fiducia a questi brand. Devo aggiungere che anche mia moglie tifava per la mela morsicata perchè il design dei Mac ha molto fascino e anche l’occhio vuole la sua parte.

Come andrà a finire? Spero bene anche perché non ho proprio voglia di rivenderli il prossimo mese 🙂

 

 

P.S. Nota della moglie che ha letto l’articolo: lei tifava per l’acquisto di un Mac anche due anni fa.

Cronistoria di un disastro targato Lenovo

Lenovo Yoga 3
Ok, lo ammetto, qualche settimana fa ho acquistato un Lenovo Yoga 3 da 14″ come quello che vedi in foto. Perchè questa ammissione di colpa? Cosa ci sarà di tanto scandaloso nel’acquisto di un laptop? Seguimi nella cronistoria di questo disastro targato Lenovo.

23/12/2015 Le caratteristiche andavano bene, il prezzo era ok e quindi in una “notte buia e tempestosa” ho deciso di acquistare il Lenovo Yoga 3. Avevo bisogno di due convertibili e questo era quello da battaglia in attesa di acquistare il secondo (ThinkPad X1 come prima scelta).

11/02/2016 Mentre è in uso noto che il Lenovo è completamente scarico nonostante fosse attaccato alla presa elettrica, cambio ciabatta, cambio presa, cambio stanza ma nulla, l’alimentatore è fuori uso. Contatto subito lenovo con un tweet, vengo messo in contatto con l’assistenza che spiegato quale fosse il problema provvede all’invio di un nuovo alimentatore. Resto in attesa del codice di tracciamento della spedizione

 

17/02/2015 Ancora niente pacco e niente codice di tracciamento, invio un messaggio di sollecito nello stesso thread dell’assistenza, mi aspetto una risposta a breve, sono stati molto rapidi qualche giorno prima quindi perché mai dovrebbero diventare inefficienti?

19/02/2015 Nessuna risposta  da parte dell’assistenza Lenovo al sollecito . . . tanto vale inviarne un altro giusto?

22/02/2015 Non sono più tranquillo come prima . . . ancora NIENTEEEEEEE. Passo al telefono e parlo (numero a pagamento) con qualcuno che mi promette un codice di tracciamento in giornata, avranno avuto dei ritardi al magazzino ma in fin dei conti è tutto ok. Tutto ok un corno, io sono senza laptop!

26/02/2015 I giorni passano ma niente alimentatore e niente tracciamento, ricomincio di nuovo con il numero a pagamento dell’assistenza, stessa trafila, stessa promessa, zero risultati. L’alimentatore originale costa 100€ quindi . . . abbiamo fatto 30 facciamo 31 . . . aspettiamo qualche altro giorno.

07/03/2015 Decine di chiamate, conosco oramai per nome tutti i ragazzi del supporto clienti Lenovo. Altra chiamata ma questa volta dopo qualche ora il codice di tracciamento arriva davvero . . . festeggiamo, in settimana torniamo operativi!

10/03/2016 OK, possiamo rimettere il tappo allo spumante (che tanto era anche finito). Bartolini arriva davvero, ma sorpresa delle sorprese aprendo la busta mi accorgo che c’è solo un cavetto, quello che vedi in basso. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO. Nella richiesta ero stato chiarissimo, il ticket del supporto parla di alimentatore guasto, non di cavo, e poi come fa un cavo a guastarsi accidentalmente!

Cavo Alimentatore Lenovo Yoga 3
CONCLUSIONE: L’alimentatore da 100€ non lo compro, perché è caro e perché non mi piace essere preso in giro e sprecare denaro inutilmente. Quando i nervi lo permetteranno mi riattaccherò al telefono (il numero resta a pagamento) per chiedere spiegazioni, e attenderò i mesi necessari ad avere l’alimentatore, nel mentre cerco un convertibile nuovo (no, non il ThinkPad X1 perchè non ho più coraggio di comprare Lenovo).

 

MORALE #1: Lo scrivo qui per non dimenticarlo: GIOELE, NON COMPRARE MAI PIU’ LENOVO, SCORDA IBM E I THINKPAD, NON ESISTONO PIU’

MORALE #2: Quale sarà il prossimo laptop? Cerco un convertibile leggero e performante che non abbia lo schermo delle dimensioni di un francobollo (niente 11 pollici e t similia). Sono aperto a suggerimenti e consigli, cosa ne pensate?

 

 

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AGGIORNAMENTO 11/03/2016 Nuova chiamata dall’assistenza Lenovo, una ragazza ben gentile (che ha anche letto questo articolo) mi informa che cavo e alimentatore partono da due magazzini diversi. Oggi il famigerato alimentatore dovrebbe partire alla volta di casa mia tramite corriere Bartolini. C’è qualche barlime di speranza? Dopo oltre un mese la prossima settimana riuscirò ad alimentare il mio Yoga 3? Ai poster l’ardua sentenza.

 

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AGGIORNAMENTO 16/03/2016 Sono passati 35 giorni e dopo mail telefonate e post finalmente il mio Yoga torna a funzionare. Dall’acquisto è stato usato solo qualche settimana, e poi il guasto, quindi è ancora in “rodaggio”. Nell’attesa naturalmente ho dovuto comprare un altro laptop (ho scelto un HP) e ho perso la fiducia verso il brand che mi ha fatto venire la scimmia per il ThinkPad X1. Credo proprio che non lo proverò, ho paura di spendere più di 2200€ per poi trovarmi di nuovo con un costoso fermacarte sulla scrivania.